IMMORTAL GUARDIAN – Psychosomatic

Immortal Guardian
Titolo: Psychosomatic
Autore: Immortal Guardian
Genere: Super Metal
Anno: 2021
Voto: 7,5

Visualizzazioni post:348

Nell’asettico ufficio-serra, accerchiati da piante di ficus e accecati da implacabili lampade di opalina, i redattori di HMW stanno subendo, in religioso silenzio, la rituale arringa post-insediamento da parte del nuovo Mega Direttore, il temibile Visconte Gaudam, convinto assertore della supremazia del power…

«Il power metal è un genere sano e alla portata di tutti, contro la vecchiaia e le malattie, ma soprattutto conferisce grande lucidità ed efficienza sul lavoro… e invece il thrash?»

«Mah, uno schifo, roba per signorine!» [coro servile della redazione, mentre Paul stramazza a terra, privo di sensi]

«E il death metal?»

« Beh, il death metal…» [flebile protesta dei “vecchi”, sobillati da Thomarch e Steman]

«Beh cosa?»

«Beh… bleah, vomito!»

«Aaahhhh, ecco… Bene! Voglio anche dirvi che mi fanno pena gli inferio… ehm i collaboratori che non ascoltano almeno TRE volte un disco prima di recensirlo, e che la notte corrono a dormire prima delle 2:00!» [impercettibile moto di stizza di Flames Of Hell]

«Lei!!!» [il Direttore indica il gruppo, compattatosi per puro terrore]

«Io?!»

«No, no, lei lì dietro!» [Avalon si scosta, scoprendo ZZ, che si scansa a sua volta esponendo il povero Oiled, malcelato dietro un’immane pianta di ficus]

«Venga avanti e risponda, che cos’è il Super Metal

«Eeehhh… allora, dicesi super metan, quando un … … …» [imbarazzante silenzio di tomba, tipo mausoleo persiano]

«Non me lo ricordo più!!!»

«Non se lo ricorda più, ah ah ah ah!» [risate di scherno della redazione, soffocate sul nascere dal Visconte-Tiranno]

«No, mi sembra… forse si potrebbe ipotizzare che il super metan sia… un carburante semi-naturale, come quando si dice “quella macchina va a super metan”…»

«METAL!» [ringhio feroce del Lup. Man. Gaudam]

«…No, anzi, è un treno gravitazionale giapponese!»

«Un treno gravitazionale giapponese, ah ah ah ah!» [solite risa adulatorie redazionali, subito zittite dal gerarca, che scruta gli inermi scribacchini con occhi iniettati di sangue]

«Allora mi risponderàaaa, mi risponderàaaa…» [passi concitati della redazione, in rapida, inutile fuga verso la porta]

«Fermi tutti! Il Super Metal è un sottogenere regionale texano, inventato dagli Immortal Guardian! Le cose cambieranno qui, voi non avete idea di che cosa vi aspetta, maledetti smidollati!»

 

Un bel delirio fantozziano, eh? È l’unico effetto collaterale da esposizione prolungata a “Psychosomatic”, primo album concettuale, perlomeno in ambiti di nostra competenza, incentrato su pandemia e suoi corollari sociopsicologici. Reduce dal meritato successo di “Age Of Revolution” (2018) il gruppo multietnico di stanza ad Austin si fa letteralmente in quattro, componendo e incidendo a distanza – Nevada, Brasile, Canada e ovviamente Texas – un secondo, brillante compendio di power ultra-tecnico e progressivo (sarebbe più opportuno definirlo “aperto”) altresì denominato, come si farneticava poc’anzi, “Super Metal”, un’autoproclamazione che nasconde, dietro una maschera di apparente alterigia, le straordinarie abilità tecniche di questi giovani musicisti: sugli scudi, Gabriel “Guardian” Guardiola, campione di interdipendenza e coordinazione motoria ai limiti dell’umano.

Seppur carente, si diceva, di reale “progressività”, la musica degli Immortal Guardian concilia efficacemente ragione e sentimento, regalando momenti di puro diletto tecnico-melodico, spinto, sì, ma sempre sotto controllo, anche grazie all’inserimento di un motore ritmico – Lopez/Piedimonte – dalla coppia generosa, in grado di gestire la trazione travolgente di Guardiola senza mai andare fuori regime. Nulla di innovativo, chiaro, Malmsteen, Angra, Dragonforce e Symphony X sono dietro l’angolo, così come certo “shredding” di casa Shrapnel, ma è indiscutibile che le “armoniche baruffe” – perdonate l’ossimoro – incluse in “Psychosomatic” siano fatte ad arte, mai artefatte.  Con buona pace di Carlos Zema, vecchia conoscenza del metal progressivo texano (chi ha detto Outworld?) non avrebbe sfigurato, in un contesto di saliscendi strumentali ed emotivi così ben orchestrato, un’ugola ancor più espressiva e duttile, meno ordinaria…come dire, più…super?

Iperbolici.

Tracce:
1. Psychosomatic (5:33)
2. Read Between The Lines (6:01)
3. Lockdown (4:12)
4. Phobia (6:13)
5. Clocks (5:12)
6. Self-Isolation (0:39)
7. Goodbye To Farewells (5:50)
8. Candlelight (5:24)
9. Find A Reason (7:00)
10. New Day Rising (5:56)

Formazione:
Gabriel Guardian – Chitarre, tastiere
Carlos Zema – Voci
Joshua Lopez – Basso
Justin Piedimonte – Batteria

https://www.immortalguardian.net/band
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https://www.instagram.com/immortal_guardian/
https://immortalguardian.bandcamp.com/

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