Beast In Black (Anton Kabanen)

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I Beast In Black nascono dall’uscita di Anton Kabanen dai Battle Beast. La sua passione per la musica anni ’80 e ’90 e per le colonne sonore danno vita al sound eclettico di una band che cerca di distinguersi per originalità, magari seguendo un po’ il ritorno del vintage dell’ultima decade. Le tastiere fanno di questo sound un vero e proprio trademark così come la voce alta e power metal del singer greco Yannis Papadopoulos, ma c’è molto di più nelle nostre curiosità e lo vedremo proprio con il chitarrista e mastermind Anton Kabanen.

Ciao Anton e benvenuto sul nostro sito! Siamo qui per parlare di “From Hell With Love”. Ci sono elementi di novità nel vostro nuovo disco o i gli ingredienti sono rimasti gli stessi?

Direi che la musica è più o meno la stessa anche se l’opinione generale è che sia più anni ’80 del precedente. Forse per via del sound delle tastiere.

E come nasce questa idea di fondere l’heavy metal con queste atmosfere pop un po’ dance che ormai sono il vostro trademark?

Il nostro trademark è nato in modo naturale, non è un contrasto ed è avvenuto in maniera molto semplice. Il mio modo di scrivere arriva dalle idee che ho in testa e che esprimo con la musica, così come con la melodia. Un processo piuttosto naturale, amplificato dalla professionalità degli altri musicisti della band.

Avete già messo online due singoli dal nuovo disco, ne arriveranno altri con nuovi video?

Sì, il terzo singolo arriverà con l’uscita del disco e mi auguro che sarà una bella sorpresa per i fan (intanto è arrivato, eccolo). Siamo molto soddisfatti di come sia venuto fuori tutto il disco e i primi due singoli hanno ricevuto ottimi feedback. Se è piaciuto il precedente, con questo nuovo siamo molto sicuri del risultato.

Con il nuovo singolo “Die By The Blade” avete di nuovo un brano dedicato al manga Berserk. Cosa ti ha colpito di più di questo fumetto?

Penso che sia una storia scritta molto bene e il personaggio è molto umano nel bene e nel male, anche se ci sono elementi sovrannaturali ne esce fuori con un’anima assolutamente umana e anche le persone nel mondo reale dovrebbero confrontarsi con il personaggio di questo manga. E’ bello perché ti puoi impersonificare in questo personaggio, ti fa sentire coinvolto.

Uno dei vostri elementi di forza è senza dubbio il bravissimo cantante Yannis Papadopoulos. Quando lo hai conosciuto e come è avvenuto il vostro incontro?

L’ho trovato su un canale Youtube, mi è piaciuta molto la sua voce su delle cover e ho deciso di mettermi in contatto con lui inizialmente su Facebook e poi ci siamo incontrati dal vivo nel 2015 alla fine di gennaio a Salonicco, la sua città. Abbiamo parlato di progetti futuri e gli ho chiesto di unirsi alla band. Nonostante la distanza, dato che non si è trasferito, possiamo contare sulla tecnologia per scambiarci i file, io scrivo quasi tutto con il software “guitar pro” così come gli altri ragazzi, tranne le parti di batteria. Poi parliamo di registrazioni e Yannis ci raggiunge in Finlandia. Comunque viene a trovarci molto spesso.

Come è stato accolto il vostro debutto “Berserker” (2017)?

Davvero bene. Non avevamo aspettative per quel disco per cui direi che siamo stati molto soddisfatti. Abbiamo fatto del nostro meglio, ma non ci aspettavamo nulla. Ecco perché per noi è stata una grande sorpresa e sono andate oltre le previsioni sia le vendite che le recensioni. I fan ci hanno veramente aperto il loro cuore e anche ai nostri concerti sono stati veramente di grande supporto. Siamo rimasti molto soddisfatti sia noi che la nostra etichetta.

Lo scorso anno siete stati in tour con i nostri Rhapsody (al Farewell Tour), che impressioni avete avuto portando la vostra proposta musicale ai fan del power metal fantasy?

Grandissimo tour e grandissimi ragazzi. Per noi è stata un’opportunità davvero grossa poter essere con loro in un tour europeo piuttosto lungo. Siamo stati cinque settimane in ottima compagnia e abbiamo avuto occasione di esibirci davanti ad un grande pubblico. Inoltre per noi è stata una bella prova per tutta la band perché abbiamo dovuto essere sempre insieme per molto tempo e devi sopportarti nei momenti belli e brutti e collaborare, trovare tempo per la privacy e non è facile. Siamo sopravvissuti e anzi abbiamo avuto modo di conoscerci meglio e rafforzare la nostra unione.

Dopo i Rhapsody siete stati gruppo spalla di un’altra grande band, i Nightwish. Quali sono state le differenze tra il precedente e questo recentissimo tour?

Anche questo è stato un gran bel tour. La differenza forse è stata data dal fatto che abbiamo avuto occasione di suonare in luoghi più grandi, arene con più pubblico, ma entrambe le band sono state davvero gentili e professionali. Tutta gente con i piedi per terra e disponibili; per noi un bel trampolino di lancio.

A proposito di tour, avete già annunciato le prime date del nuovo tour, ma finora non c’è l’Italia. Pensate di farci visita?

Siamo sempre al lavoro per poter visitare nuovi Paesi, soprattutto in veste di headliner e prima o poi arriveremo anche in Italia. Ci sono diversi piani per noi e si stanno aprendo diverse possibilità. Probabilmente in autunno…

Cosa ascolti di solito? Heavy metal o sei un fan della musica anni ’80?

Ad oggi non ascolto molte band metal finlandesi. Sono sempre stato un fan di Judas Priest, Manowar, Black Sabbath del periodo Tony Martin, Wasp, Accept. Ora non ascolto molto metal a dire la verità. Sono più per le colonne sonore di film o di videogames, anche cose acustiche come Blackmore’s Night e un po’ di “Italo Disco”. Mi piacciono ancora molto il rock e l’heavy metal, ma li ascolto poco. Sento anche tanta roba anni ’80 e ’90 e anche colonne sonore di anime.

Nella vostra special edition avete due cover, “Killed By Death” dei Motorhead e “No Easy Way Out” di Robert Tepper. Due pezzi diversissimi tra loro. Come mai queste scelte?

“Killed By Death” è stata un’idea del nostro bassista. Yannis ha una voce molto power metal classic e quindi decisamente diversa da quella di Lemmy; è stato interessante fare una nostra versione con le tastiere, direi qualcosa di nuovo. “No Easy Way Out” è venuta fuori quando abbiamo iniziato. A tutti noi piaceva quel pezzo e ne volevamo fare una cover già da molto tempo. E’ venuta molto naturale e poi io adoro tutta l’intera colonna sonora del film “Rocky IV”.

Tu vieni dai Battle Beast e c’è un curioso parallelo tra di voi. Il vostro debutto è avvenuto nel 2017 e nel 2017 è uscito il loro disco. Ora voi uscite con “From Hell With Love” e loro tra un mese usciranno con il nuovo album. Siete anche sotto la stessa etichetta. Sono tutte casualità? I fan non potranno fare a meno di fare confronti su prodotti che escono praticamente insieme.

Sinceramente non ho più contatti con loro da quando ci siamo lasciati. Questa mia band naturalmente è molto più personale e ho voluto mantenere nel nome la parola Beast. Il nome è venuto fuori dalla connessione con la mia passione per Berserk. A parte questo “Beast” nel nome che ho voluto portarmi dietro, il resto sono coincidenze. Non abbiamo molto da spartire con i Battle Beast dato che non ci siamo lasciati molto bene. I soliti litigi proprio per via dei diritti sul nome e sul logo hanno portato ad una rottura. Tuttavia l’esperienza è stata importante per creare i Beast In Black e andare nella giusta direzione senza errori. Ad oggi ti confesso che non ho più bisogno dei Battle Beast e anche una proposta per un tour assieme a loro non mi piacerebbe. Ormai abbiamo una prospettiva diversa ed è giusto percorrere strade alternative.

L’intervista è terminata, grazie mille per il tuo tempo, a te l’ultima parola per un saluto ai lettori italiani!

Voglio ringraziare te e tutti quelli che leggeranno l’intervista. Spero che vi piacerà l’album e vi aspetto tutti ai nostri futuri show!

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