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Controsigillo – Controsigillo (2012)

Alzi la mano chi non ha mai bocciato un lavoro al primo rapido ascolto, salvo poi riprenderlo in considerazione quasi per gioco fino ad apprezzarlo come mai avrebbe pensato di poter fare? Questo gioco ha interessato sia classici senza tempo che piccole realtà undeground, internazionali e nazionali. Ultima in termini temporali, la ferma bocciatura da parte del sottoscritto dei Controsigillo, quintetto piemontese dalla provincia di Biella che si presenta come ensemble progressive thrash. Non stiamo parlando di una band appena formata, bensì di un quintetto ormai attivo dal 1999, 15 anni passati in sordina ma senza demordere.

Striker – City Of Gold (2014)

Ennesimo ritorno sulla scena per i canadesi Striker, a soli due anni di distanza dal precedente full length “Armed To The Teeth”, con questo nuovo “City Of Gold”, edito ancora una volta dalla Napalm Records; la vena prolifica del quintetto heavy speed non sembra avere cedimenti, omaggiando quanti li supportano con una tracklist importante e corposa, sempre in linea con le produzioni precedenti ed ovviamente sullo stesso livello qualitativo, seppur pare mancare quel quid che aveva contraddistinto prima il debut, “Eyes In The Night”, poi il ritorno con “Armed To The Teeth”.

Death Mechanism – Twenty-First Century (2013)

Ritorno in pompa magna per i Death Mechanism, trio veronese in pista dal 1997, sotto il monicker O.D.O. fino al 2002, da sempre dedito ad una proposta thrash di stampo classico, tendente alla frangia più estrema del genere, e sempre alla presa con tempi sostenuti e mai interessato a soluzioni accessibili a tutti, in primis gli stessi sostenitori del movimento. Nuovo contratto, che pone la band sotto l’egida della Scarlet Records….

Cross Examination – Dawn Of The Dude (2014)

Nuovo EP per i thrashcorers statunitensi Cross Examination, direttamente dal Missouri. Attivi sin dal 2004, i Nostri hanno una discografia piuttosto scarna, che consta di una demo, due EP (compreso il qui recensito “Dawn Of The Dude”), uno split ed un full length, ormai risalente al 2008. Considerando anche le durate limitate dei brani, come da tradizione del genere, il tutto non supera i 70 minuti di musica; una pura considerazione, che non va assolutamente ad inficiare il “lavoro” dei Nostri, considerato come la proposta, pur non essendo ovviamente fresca ed originale, si lascia decisamente ascoltare ed apprezzare.

Any Face – Perpetual Motion Of Deceit (2014)

Alla soglia del 14 anno d’età, forse da troppo tempo (ed immeritatamente) ai confini dell’underground nostrano, gli Any Face lottano per il classico “posto al sole” che è tanto difficile raggiungere nello stivale; lo fanno senza sosta, sfornando demo, ep ed album con una cadenza quasi regolare, seppur con le classiche problematiche relative ai continui cambi di line up, che tanto vanno a minare la stabilità delle band e troppe volte portano allo scioglimento di tanti, troppi ottimi ensemble di casa nostra.

Rags Of Blood – Damned Destiny (2014)

Uscita all’inizio di questo 2014, la prima demo dei Rags Of Blood, “Damned Destiny”, si presenta autoprodotta in toto dal giovane combo nostrano. Thrash?

Carved – Dies Irae (2013)

Un’altra band giovane che ha anticipato i tempi risponde sicuramente al nome Carved; il quintetto spezzino, attivo dal 2007, pur avendo dalla sua solo un omonimo EP datato 2010 ed un album per Bakerteam nel 2013, dal titolo “Dies Irae” (oggetto della presente disanima), mostra una frenetica attività live a supporto della propria creatura, oltre all’ottima resa in studio di cui gode questa prima fatica. Insomma, i Nostri investono a pieno regime nel loro progetto.

Algebra – Polymorph (2012)

La Svizzera, come tanti amanti delle sonorità più estreme non hanno bisogno di ricordare, è patria di epigoni che hanno dato all’intero movimento metal un contributo decisamente importante, chi divenendo più noto e chi meno, chi con più fortuna e chi dimenticato dalle masse e riscoperto solo in un secondo momento. La necessità di non uniformarsi a determinate “condizioni sonore”, se così vogliamo definire i cliché, ha fatto sì che il sottobosco elvetico fiorisse di formazioni con una personalità decisamente spiccata, facilmente distinguibili dalla massa.